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Fisco 8 novembre 2026

Conferimenti minusvalenti: come definire il costo fiscale per la conferitaria

Il D.Lgs. n. 148/2026 stabilisce le regole per i conferimenti minusvalenti, ma lascia aperta la questione del costo fiscale da riconoscere quando il valore contabile è inferiore al nuovo valore di realizzo.

Che cosa sono i conferimenti minusvalenti

I conferimenti minusvalenti si verificano quando un socio o un conferente apporta alla società un bene il cui valore contabile è inferiore al valore di realizzo previsto dalla normativa. In pratica, la società riceve un contributo che, dal punto di vista patrimoniale, non è sufficiente a coprire la sua reale utilità.

Nuove disposizioni del D.Lgs. n. 148/2026

Il decreto introduce una serie di modifiche al concetto di realizzo controllato, ponendo particolare attenzione alla determinazione del costo fiscale.

  • Confronto tripartito: il costo fiscale deve essere confrontato con il valore normale e con l’incremento del patrimonio netto.
  • Chiarezza sul valore del conferente: la normativa specifica meglio quale valore deve essere attribuito al conferente.
  • Limiti alla perdita fiscale: la legge stabilisce che la perdita derivante dal conferimento minusvalente non può superare determinati limiti, evitando così un impatto eccessivo sulla base imponibile.

Il problema operativo ancora aperto

Nonostante le novità, la normativa non indica esplicitamente quale costo fiscale riconoscere alla conferitaria quando il valore contabile del conferimento è inferiore al nuovo valore di realizzo.

  • Scenario tipico: il conferente apporta un bene valutato a 50.000 € contabili, ma il nuovo valore di realizzo è di 70.000 €.
  • Domanda chiave: la conferitaria deve considerare il costo fiscale pari a 50.000 € (valore contabile) o a 70.000 € (nuovo valore di realizzo)?

Implicazioni per imprenditori e professionisti

  • Gestione fiscale: la scelta del costo fiscale influisce direttamente sulla base imponibile e, di conseguenza, sull’IRPEF o sull’IRES.
  • Pianificazione patrimoniale: una corretta valutazione evita sorprese nella dichiarazione dei redditi e garantisce una gestione più trasparente del patrimonio.
  • Rischio di contestazioni: l’assenza di linee guida chiare può portare a contestazioni da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Cosa fare adesso

  1. Verifica la situazione contabile: confronta il valore contabile del conferimento con il nuovo valore di realizzo indicato dal D.Lgs. n. 148/2026.
  2. Analizza l’impatto fiscale: valuta come la scelta del costo fiscale influirà sulla tua base imponibile.
  3. Consulta uno studio di commercialisti: un professionista esperto può aiutarti a interpretare la normativa e a scegliere la soluzione più vantaggiosa.

Per una valutazione personalizzata del tuo caso e per evitare errori nella dichiarazione dei redditi, contatta il nostro studio.


Fonte: Commercialista Telematico — articolo originale dello studio scritto a partire dalla notizia della testata.

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