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Lavoro e previdenza 8 novembre 2026
L’intelligenza artificiale nella contrattazione collettiva: principi e opportunità
L’AI è ora parte integrante dei negoziati collettivi, ma la sua applicazione deve rispettare la “riserva di umanità” e concentrarsi su un terreno win‑win, non solo su principi normativi.
L’AI come nuovo attore nei negoziati collettivi
Con l’entrata in vigore del d.lgs. n. 179/2026, l’intelligenza artificiale è già presente nelle discussioni sul lavoro. La normativa stabilisce che le decisioni automatizzate devono rispettare la “riserva di umanità”, cioè l’intervento umano è obbligatorio quando la legge non può determinare l’esito.
Il ruolo dei principi e delle norme
- Principi di legge: la contrattazione collettiva non deve cercare di replicare la legge nei principi, perché questo terreno è destinato a soccombere.
- Spazio per l’innovazione: l’AI può essere usata per analizzare dati, prevedere trend e proporre soluzioni che vanno oltre i limiti delle norme esistenti.
Come l’AI può trasformare i negoziati
- Analisi predittiva: valutare l’impatto di nuove politiche salariali o di orari flessibili.
- Ottimizzazione dei processi: ridurre tempi di negoziazione e aumentare la trasparenza.
- Scambio win‑win: l’introduzione dell’AI diventa un elemento di valore, non un mero adempimento burocratico.
Cosa fare adesso
- Valutare l’uso dell’AI: capire se la propria azienda o sindacato può beneficiare di strumenti analitici avanzati.
- Verificare la conformità: assicurarsi che l’uso dell’AI rispetti la “riserva di umanità” prevista dal d.lgs. n. 179/2026.
- Contattare lo studio: per un’analisi personalizzata e per definire una strategia di contrattazione collettiva che sfrutti al meglio le potenzialità dell’intelligenza artificiale.
Fonte: IPSOA Quotidiano – Lavoro — articolo originale dello studio scritto a partire dalla notizia della testata.
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